Le specie di tartufi commestibili presenti nel territorio
di Bondeno sono principalmente tre, anche se non di rado vengono
rinvenute altre specie presenti in tutto il territorio
emiliano-romagnolo.
L’origine alluvionale dei terreni e la presenza di essenze arboree
adatte rendono Bondeno uno dei paesi più importanti a livello nazionale
per la produzione di tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum). A detta
di molti esperti infatti, per una lunga serie di motivazioni, le
caratteristiche organolettiche e qualitative di questo fungo gli
permettono di non avere nulla da invidiare a quelli di Alba ed
Acqualagna.
Già il Vittadini nei sui trattati sui tartufi indicava la Golena di
Gamberone come uno dei luoghi ove si rinvenivano una tra le specie più
prelibate di tartufo bianco. Commercialmente meno costoso ma eccellente
per la gastronomia è poi il tartufo nero liscio (Tuber macrosporum),
dall’odore un po’ agliaceo ma dal gusto inconfondibile. Infine, al
termine dei periodi invernali è possibile raccogliere un’altra specie di
tartufo nero detto appunto “invernale” (Tuber Brumale).
Queste specie vengono rinvenute nelle macchie boschive residue e nelle
zone ripariali lungo il corso del fiume Po, dove le condizioni
chimico-climitache e la presenza di pioppi bianchi, salici e farnie
consentono un facile sviluppo della simbiosi micorizzica tra ife fungine
ed apparato radicale delle piante simbionti. Spesso vengono rinvenuti
anche lungo i viali dei paesi, nei parchi pubblici e privati,
soprattutto dove crescono tigli.
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Nel secolo scorso il tartufo inferverò l’arte culinaria. Mategazza lo
definisce “Mistero poetico del mondo gastronomico” e consiglia: “Mangiatene
un poco per volta e vi auguro di poterne mangiare spesso”, mentre il famoso
cuoco Brillat-Savarin lo eleva al rango di “ Diamante della cucina” e nel
menù del pranzo che concluse il Congresso di Vienna serve crocchette di
storione al tartufo, pur avvertendo: “Sono un capriccio e, come tale, li
apprezzeremo molto meno se fossero abbondanti e a buon mercato”.
In queste brevi ricette del patrimonio gastronomico locale vengono
classificati come tartufo bianco la specie “Tuber Magnatum Pico” e come
tartufo nero la specie “Tuber macrosporum”, diversi per dimensioni e colore
del peridio ma molto simili per odore e sapore.
» Uova in tegame al tartufo bianco di Bondeno
Ingredienti:
uova intere, parmigiano reggiano, tartufo bianco di Bondeno, burro.
Dopo aver fatto sciogliere un poco di burro in una padella, cuocervi le
uova intere a fuoco moderato per alcuni minuti, fino a quando l’albume sarà
completamente rappreso, mentre il tuorlo dovrà essere ancora crudo. Prima di
servire le uova in tavola, ricoprirle abbondantemente con il formaggio
grattugiato ed il tartufo bianco di Bondeno tagliato a fette sottili.
» Tagliatelle al tartufo bianco di Bondeno
Ingredienti:
500 g di farina, 5 uova, sale, burro, parmigiano reggiano, brodo di
pollo, tartufo bianco di Bondeno.
Impastare le uova con la farina ed un pizzico di sale, tirare una
sfoglia abbastanza sottile, da cui ricavare le tagliatelle, tagliandola con
l’ausilio del coltello. Sciogliere a tegame il burro ed aggiungervi qualche
fetta di tartufo bianco di Bondeno. Dopo aver cotto le tagliatelle nel brodo
di pollo, scolarle e condirle con il burro fuso al tartufo. Finire il piatto
arricchendolo di parmigiano e tartufo tagliato sottile.
» Cappelletti “di grasso” in brodo con tartufo bianco di Bondeno
Ingredienti:
per la sfoglia: 800 g di farina e 8 uova
per il ripieno: 300 g di carne magra di vitello, 300 gr di polpa di
maiale, mezzo salame da pentola, 150 g di pancetta, 50 g di mortadella, 50 g
di prosciutto crudo, 1 uovo, formaggio parmigiano grattugiato, sale, noce
moscata
per il brodo: 1 osso non del tutto spolpato, un bel pezzo di carne
gelatinosa, ¼ di gallina vecchia, sedano e carota.
Un bel tartufo bianco di Bondeno.
Impastare la sfoglia nel modo classico e tirarla sottile. Per il
ripieno, lessare le carni fresche e la pancetta, macinare tutti gli
ingredienti ed amalgamarli aggiungendo parmigiano e uovo. Tagliare la
sfoglia a quadrati non più grandi di 4 cm per lato, collocarvi sopra il
ripieno, chiuderli in diagonale e girarli attorno al dito, facendogli
assumere la forma caratteristica che ricorda l’ombelico di Venere. Cuocere i
cappelletti, servirli in piatti fondi con il brodo di cottura e cospargerli
di tartufo bianco di Bondeno tagliato a fette.
» Fagiano al tartufo nero di Bondeno
Ingredienti:
un fagiano di medie dimensioni, tartufi neri di Bondeno, una bottiglia
di Porto rosso, fegato d’oca, sale e pepe.
Disossare il fagiano ed imbottirlo di tartufi neri di Bondeno tritati
assieme al fegato d’oca. Mettere il fagiano a marinare per una notte intera
nel porto rosso. Cuocere il fagiano in teglia a fuoco basso con poco burro,
cospargendolo di tanto in tanto con il liquido della marinatura, e
aggiustandolo di sale e pepe.
» Faraona al tartufo nero di Bondeno
Ingredienti:
una faraona, tartufo nero di Bondeno, 150 g di prosciutto crudo, burro,
olio, cognac, una tazza di brodo, un bicchiere di marsala, 3 foglie di
alloro, due foglie di salvia, sale e pepe.
Dopo aver pulito la faraona e tenuto da parte il fegato, imbottirla di
sale, alloro, salvia ; avvolgerla con le fette di prosciutto e legarla con
spago da cucina. Rosolare la faraona con olio e burro, spruzzarla di cognac,
bagnarla con brodo, e finire la cottura in forno. Cuocere il fegato nel
liquido di cottura della faraona, filtrarlo ed unirvi il marsala. Versare il
sugo sulla faraona e ricoprirla di tartufo nero di Bondeno tagliato a fette
sottili.
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“L’occulto della terra” è un documentario sull’antica arte della ricerca del tartufo. Girato nel nebbioso tardo autunno del 2011, nei territori del bondenese, in provincia di Ferrara, racconta ad immagini l’esperienza di due giovani e dei loro cani alle prese con boschi, fango e terra, scavando sul rapporto tra uomo e natura. Un’esperienza unica per chi vuole scoprire quel che sta dietro ad un profumato piatto condito con il nobile tartufo e nello stesso tempo immergersi in tradizioni e racconti di un territorio.
L’associazione di promozione sociale “Feedback”, in collaborazione con l’associazione tartufai “Al Ramiòl” di Bondeno e il Centro Audiovisivi del Comune di Ferrara, mette la prima pietra al progetto “Video del territorio”, che si prefigge di realizzare un grande archivio di materiale audiovisivo vecchio e nuovo, da cui attingere per costruire documentari legati alla nostra terra, perchè non vadano perduti nel tempo e siano una ricchezza per chi verrà dopo di noi.
I documentari realizzati sui vari argomenti, saranno presentati nei vari luoghi della provincia a cui effettivamente si riferiscono e non solo, attraverso percorsi sociali, culturali, enogastronomici, ambientali, per dare il massimo risalto a storie che rappresentano un importante risorsa culturale che è necessario preservare.
“L’occulto della terra” sarà presentato ufficialmente a gennaio/febbraio 2012 (data in via di definizione).
Informazioni: alramiol@libero.it info@feedbackvideo.it